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Psicologhe:

Dott.ssa Maria Addezio

Dott.ssa Silvia Nunzia Marrone

Ansia

Disturbi Ansia Stress

Ansia: definizione e sintomi

L’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura correlata a palpitazioni, respiro corto, nausea, nodo allo stomaco e dolori al petto.

E’ un’emozione fondamentale ed evolutiva ed è sano che si provi in relazione ad alcuni eventi e momenti.

Ci sono però dei periodi in cui diventa eccessiva e persistente.

In questo caso un consulto psicologico e psichiatrico potrebbero rivelare la presenza di un disturbo d’ansia, come:

 

  • disturbo d’ansia sociale, contraddistinto da un’intensa paura o ansia in relazione alle situazioni sociali in cui si può essere esaminati, giudicati. E’ possibile che chi soffra di un disturbo d’ansia sociale abbia paura di essere giudicato negativamente dagli altri e di mostrare comportamenti generati dall’ansia che possono farlo apparire bizzarro, debole, noioso, sgradevole. Spesso le situazioni sociali provocano ansia o paura e per questo si tende ad evitarle;

  • disturbo di panico, contraddistinto da ricorrenti attacchi di panico che non si riescono a collegare ad eventi o pensieri specifici. Il timore per l’attacco di panico si riferisce spesso a preoccupazione sulla propria salute fisica;

  • disturbo d’ansia generalizzata, contraddistinto da ansia e prepccupazioni eccessive difficilmente controllabili, con possibile difficoltà a concentrarsi, irrequietezza, irritabilità, alterazioni del sonno;

  • agorafobia, contraddistinta dalla paura o ansia di utilizzare trasporti pubblici, trovarsi in spazi aperti, in spazi chiusi, stare in file, essere tra la folla ed uscire di casa da soli. Tali situazioni possono quindi essere evitate in parte o del tutto.

La nostra lettura

L’ansia ha moltissime sfaccettature: si prova ansia quando sentiamo di non farcela, prima di una prova importante, in prossimità di un evento sociale che ci metterà alla prova, quando pensiamo al futuro o ci preoccupiamo per cosa dice di noi un passato che non ci piace molto e persino quando leggiamo e pronunciamo la parola “ansia”.

E’ una parola molto utilizzata negli ultimi anni.

Essa ha a che fare con la prestazione, con qualcosa che sentiamo di dover fare, uno standard a cui sentiamo di dover tendere e nei cui confronti talvolta non ci sentiamo all’altezza.

A partire dalla scuola si ha la sensazione che ogni parola, gesto e pensiero sia giudicabile e numerabile.

Non c’è da stupirsi che i più tendano ad inibirsi, a chiudersi in se stessi e a non mettersi più alla prova.

L’ansia è quell’emozione che proviamo anche quando qualcosa è al di fuori del nostro controllo e, con la pandemia, tutti, chi più, chi meno, conosciamo quel nodo allo stomaco di chi non può farci proprio nulla.

Quando si prova tanta ansia può persino capitare che si reagisca istintivamente andando verso l’opposto.

Ci si allontana dai problemi rifugiandosi in distrazioni immediate che non sempre sono salutari e innocue.

Ad una riflessione più attenta questo nodo allo stomaco, le mani che sudano e il cuore che batte forte, sono collegate alla velocità.

E’ una reazione fisiologica che l’uomo ha di fronte ad un episodio che interpreta come pericoloso.

Il cuore che batte di più serve a darci la carica per correre o attaccare. Per salvarci la pelle, insomma.

Quando c’è un pericolo imminente – la natura lo sa – bisogna essere veloci.

La reazione naturale del nostro corpo è l’ansia, che ci prepara ad essere scattanti.

Cosa succedere però se siamo costantemente messi di fronte a situazioni che interpretiamo come pericolose?

Se la società richiede costantemente e a tutti i livelli di trovare velocemente una soluzione, pena l’esclusione e la mortificazione?

All’interno di una società fatta di prestazioni, soluzioni immediate, velocità e praticità, crediamo che la lentezza delle riflessioni profonde su se stessi e il mondo possa aiutare a percepirsi più consapevoli delle proprie scelte e, dunque, più liberi.

Trattamento

Gli studi sui disturbi d’ansia evidenziano che i risultati migliori, nel trattamento a lungo termine dei suoi sintomi, si siano ottenuti in quei soggetti che abbiano abbinato un trattamento farmacologico ad un trattamento psicologico.