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Psicologi:

Dott.ssa Maria Addezio

Dott.ssa Silvia Nunzia Marrone

Depressione

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Depressione: Definizione e Sintomi

La depressione è un’alterazione del tono dell’umore.

In generale si parla di depressione reattiva quando ci si riferisce ai periodi di depressione che tutti noi percepiamo in reazione a momenti specifici.

E’ importante sottolineare che non necessariamente l’evento in questione sia socialmente considerato triste, come un lutto, una separazione ecc.

A volte anche eventi vissuti da molti come neutri, o addirittura come felici, possono, in taluni, generare profonde crisi depressive.

Ci sono però dei casi in cui i sintomi depressivi vengono percepiti con maggiore intensità e per un tempo prolungato. In questo caso un consulto psicologico e psichiatrico potrebbero rilevare la presenza di un disturbo depressivo.

I disturbi depressivi comprendono:

  • disturbo depressivo maggiore, che può manifestarsi tramite umore triste, faticabilità, problemi nella gestione del sonno (spesso con risvegli notturni e difficoltà a riaddormentarsi), perdita di piacere e di interessi, riduzione o aumento dell’appetito, agitazione o rallentamento motorio. Può succedere che chi soffre di un disturbo depressivo maggiore si autosvaluti, si senta in colpa o che comunque si valuti in maniera negativa irrealisticamente. E’ possibile che gli eventi spiacevoli vengano interpretati come conseguenza di colpe o difetti personali e che ci sia una difficoltà a concentrarsi e a prendere delle decisioni. In alcuni casi sussistono frequenti pensieri di morte e ideazioni suicidarie;

  • disturbo depressivo persistente (distimia), che si manifesta con umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, per almeno due anni;

  • disturbo depressivo indotto da sostanza/farmaci, che si manifesta nel momento in cui i sintomi depressivi sono associati all’ingestione, inalazione o iniezione di droghe, tossine, farmaci psicotropi o altri farmaci;

  • mania, che si manifesta tramite periodi di depressione intervallati da periodi di euforia incontrollata.

 

Depressione in adolescenza

Negli ultimi anni si parla spesso di depressione e ansia in adolescenza.

Seppur momenti di depressione siano assolutamente fisiologici e insiti nel processo di sviluppo, in alcuni casi episodi depressivi possono condurre ad una sofferenza che va ad influenzare l’ambito sociale, comportamentale, scolastico.

E’ possibile che la depressione in adolescenza si manifesti e/o si associ a rabbia persistente, disturbi della condotta, disturbi del comportamento alimentare, ritiro sociale, abbandono scolastico e basso rendimento scolastico.

Può quindi sussistere:

  • disturbo da disregolazione dell’umore dirompente, contraddistinto da irritabilità persistente e sensazione di frustrazione, spesso associato a scoppi di collera verbali o fisici verso se stessi e/o gli altri e da un umore prevalentemente arrabbiato.

  • disturbo depressivo maggiore che in adolescenza può manifestarsi attraverso un umore irritabile e frustrato.

 

La nostra lettura

Una volta lessi una frase che mi colpì molto: “la depressione è vivere con un corpo che combatte per sopravvivere e una mente che cerca di morire”.

Poche parole che evidenziano il conflitto fondamentale che c’è nella depressione, e non solo, e che è una lotta più frequente di quanti si pensi: quella tra la vita e la morte.

Che si intende però per morte?

Quando si parla di morte è facile pensare alla fine di tutto, alle tragedie della nostra vita, a quei momenti difficili che spesso vogliamo solo dimenticare ed è per questo che preferiamo evitare l’argomento, non sviscerarlo più di tanto, lo lasciamo lì, lo releghiamo a quei momenti bui.

Eppure c’è un altro tipo di morte, quello che molti di noi hanno provato almeno una volta. Si tratta di una non vita, di una sopravvivenza che ha il sapore metallico dell’apatia, che significa “non provare”.

Solo chi è sopravvissuto per un po’ senza sentire nulla sa quanto sia importante provare qualcosa, qualsiasi cosa, pur di sentirsi vivi.

La morte fisica può addirittura fare meno paura della possibilità di essere per tutta la vita in questo stato ed è per questo che saremmo disposti a tutto pur di uscire da quel silenzio assordante che proviene da dentro, da quel vuoto che niente sembra riempire.

Senza emozioni ci si sente paralizzati, non si sa da che parte andare, cosa ci fa bene e cosa no, e si rimane inermi, quasi come se ci osservassimo da fuori, da spettatori di una vita che non è più vita.

Carl Gustav Jung era solito dire che la depressione è una signora vestita di nero che bisogna far sedere alla propria tavola ed ascoltare. È difficile pensare che il nero senza scampo abbia in realtà qualcosa da dire e ancora più difficile è mettersi in ascolto.

Il percorso psicologico può aiutare a capire il senso di quello che sembra non averne, a trasformare il vuoto in spazio, in qualcosa, quindi, in cui concedersi delle emozioni e riappropriarsi di ciò che si è.

 

Trattamento

Gli studi sulla depressione evidenziano che i risultati migliori, nel trattamento a lungo termine dei suoi sintomi, si siano ottenuti in quei soggetti che abbiano abbinato un trattamento farmacologico ad un trattamento psicologico.

Nonostante il termine “depressione” sia ormai abusato e spesso confuso con la tristezza, se vengono percepiti i sintomi depressivi e se questi hanno compromesso il benessere in ambito relazionale, scolastico, lavorativo, è sempre il caso di chiedere aiuto.