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In Divenire

Psicologhe:

Dott.ssa Maria Addezio

Dott.ssa Silvia Nunzia Marrone

Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

 

Cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo?

 

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è caratterizzato da OSSESSIONI (idee intrusive) e/o COMPULSIONI (messa in atto di comportamenti utili a contrastare l’ossessione).

La caratteristica principale è la percezione della “distonia” (consapevolezza del disagio e dell’assurdità delle idee e delle compulsioni.

Concetto definito come insight) del sintomo che il soggetto cerca di contrastare e celare, ma questo diviene un affannoso sforzo che amplifica l’angoscia e la sofferenza.

Le ossessioni possono balzare alla mente senza un senso specifico e sembrano bloccare il normale flusso del pensiero, non lasciando spazio per altri tipi di idee, sfinendo così la persona.

Il contenuto delle idee ossessive spesso genera preoccupazione e molto spesso riguarda la possibilità di essere esposti ad un pericolo.

Un’ulteriore tematica che affligge il soggetto è il giudizio verso sé stessi (contribuendo ad un possibile senso di inadeguatezza) e da parte dell’altro.

Questo può essere strettamente collegato al tipo di idee ossessive che il soggetto potrebbe percepire come sporche, immorali, “cattive”, autodefinendosi proprio così.

L’ipercritica e l’iper-responsabilità sono state molto indagate.

In questi casi, infatti, è come se ci fosse l’idea che dipenda dalla persona stessa la possibilità di evitare situazioni negative contrapponendo l’attribuzione di fallimenti a sé stessi e di successi al caso o agli altri.

Ne diviene l’istaurarsi di un circolo vizioso che ne scalfisce l’autostima.

A monte di ciò ci sono delle emozioni sperimentate in modo prevalente: ansia, vergogna, disgusto e senso di colpa.

Questo spinge a cercare delle rassicurazioni fuori e dentro di sé gestendo così il senso di disagio emotivo che si può provare ma creando anche una “spirale ossessiva”.

Molto spesso nel gergo comune si tende ad attribuire un’etichetta diagnostica che spesso non è appropriata solo perché si è meticolosi, più attenti ai dettagli o un po’ incerti.

Vediamo, invece, com’è definito dal DSM.

 

SINTOMI

 

Secondo il DSM 5 per fare diagnosi di DOC possono essere presenti ossessioni con o senza compulsioni che provocano disagio clinicamente significativo compromettendo la vita relazionale, lavorativa e sociale del soggetto.

Quest’ ultime non sono provocate da altra condizione medica o assunzione di sostanze.

Le OSSESSIONI possono essere di vario tipo e spesso riguardano: preoccupazione di contaminazione, dubbi, ordine e simmetria.

Le COMPULSIONI possono essere legate alle ossessioni e quindi riguardare lavaggi ripetuti per eliminare le contaminazioni, controllo ripetuto per gestire il dubbio, mettere in ordine degli oggetti secondo degli schemi precisi.

La rigidità del rituale diviene, quindi, un’altra caratteristica fondamentale.

 

Trattamento

 

Il supporto psicologico può aiutare ad esternare il lavorio mentale a cui si è sottoposti, nonostante ci sia la consapevolezza dei propri pensieri, alleviando anche l’intrinseca vergogna provata e a motivarsi ad intraprendere un percorso.

Molto spesso, infatti, si giunge da uno psicologo quando è stata già intaccato l’ambito lavorativo e sociale.

Darsi la possibilità, quindi, di prevenire la pervasività del disturbo sollevando il problema e parlandone con chiarezza e tranquillità.

A questo proposito possono essere utili  gruppi psicoeducazionali e di condivisione che possono coinvolgere anche i parenti .

Riprendersi degli spazi che permettano di accogliere le proprie passioni ed attitudini.