Logo In Divenire

In Divenire

Psicologi:

Dott.ssa Maria Addezio

Dott.ssa Silvia Nunzia Marrone

Sostegno psicologico a percorsi universitari

Sostegno psicologico università

Ci sono diversi approcci possibili nei confronti degli studi universitari.

In alcuni casi questi sono psicologicamente appaganti: la persona si accorge che ha passione,voglia di apprendere e di andare avanti.

Studia con fatica ma con quella scarica di appagamento finale dell’esame dato, dell’auto-efficacia (sentirsi capaci in qualcosa di specifico) che si alza e dà una spinta verso il prossimo esame.

In alcuni contesti sembra che venga visto solo questo tipo di modalità, l’unico incentivato e accattivante.

Erroneamente si può pensare che questo modo di andare avanti dipenda esclusivamente dall’impegno e dalla costanza, o, nei casi peggiori, dall’intelligenza.

Impegno, costanza e intelligenza (ricordiamoci che esistono diversi tipi di intelligenza, non solo quella logico-matematica) sono sicuramente rilevanti ma non sono gli unici fattori, e nemmeno i più importanti, a colorare di successo e approvazione un percorso universitario.

In altri percorsi, infatti, ogni esame può rappresentare un ostacolo insormontabile e la laurea un obiettivo utopico nei confronti dei quali sentirsi inadatti.

Ciò conduce ad uno stato di sofferenza e di ansia che non è solo legato alle lezioni, ai libri e a quel capitolo che non si riesce a studiare ma alla propria identità, ad una crisi profonda ed emotivamente difficilissima che porta a mettere in discussione tutto e che per mano, lentamente, giorno dopo giorno, ci accompagna in basso, nell’insoddisfazione di noi stessi e della vita.

Spesso si parla di ciò che si è portati a fare, ciò che ha più probabilità di favorire l’accesso al mondo del lavoro che è sempre più precario e destabilizzante.

Molto raramente si fa riferimento, invece, ai temi che sottendono un percorso universitario tortuoso, appesantito da un calo dell’autostima.

L’università ha innanzitutto a che fare con la scelta, con una delle primissime scelte che potenzialmente determinano il futuro di un giovane adulto nel mondo del lavoro.

Questo perché lo scopo sotteso al mondo universitario e alla scuola in generale è favorire il ragazzo a diventare economicamente utile per la società, eppure la formazione è in strettissimo legame con l’identità, con ciò che voglio essere, innanzitutto per me stesso.

Non è sempre possibile capire chi essere a vent’anni, anzi, la costruzione della propria identità, continuamente plasmata da ciò che succede fuori e dentro di noi, è divenuta negli ultimi anni un processo molto più complesso e duraturo.

Succede anche, a volte, che un percorso universitario che sembra andare “liscio” si blocchi improvvisamente.

Dopo diversi esami dati, lezioni seguite e risultati raggiunti, sembra non esserci più motivazione ad andare avanti.

La strada che si ha davanti pare improvvisamente allungarsi mentre la sensazione di sentirsi capaci si riduce drasticamente.

In entrambi i casi, qualcosa dentro di sé sta urlando che bisogna fermarsi e capire delle cose di sé prima di andare avanti.

Riflettere su come l’università risuoni dentro di sé, su cosa pensiamo che quell’esame non dato dica di noi, su chi pensiamo di essere e su chi vogliamo diventare possono essere i primi passi per utilizzare le uniche soluzioni in grado produrre sempre il successo: le proprie.